PAOLO DE BIASI – ABLE BAKER CHARLIE DOG

AREA B presenta Able Baker Charlie Dog, personale di Paolo De Biasi che inaugurerà martedi 3 maggio nella sede della galleria, Via Cesare Balbo 3, Milano Able Baker Charlie Dog ovvero ABCD: le quattro lettere dell’alfabeto fonetico usato dall’aviazione americana fino al ’55, l’equivalente dell’odierno Alfa-Bravo-Charlie-Delta.

Nella sua seconda personale presso AREA B, Paolo De Biasi svela attraverso il titolo il suo costante interesse verso il linguaggio dell’America dei favolosi anni ’50. ABCD, Able Baker Charlie Dog, semplici lettere e nomi che suggeriscono un racconto, introducendo le storie da ricercare nelle opere.

Quelle dipinte da De Biasi sono scene che all’apparenza possono sembrare prive di significato, parti di una sorta di narrazione tronca, in cui i personaggi si muovono all’interno dello stesso perimetro, impressi nello spazio senza idee prestabilite; sarà lo spettatore a scegliere il senso che le accompagna.

Partendo dalla consapevolezza della propria ricerca e del linguaggio che ne scaturisce, Paolo De Biasi approfondisce il percorso che lo ha portato verso la pittura, spostandosi attraverso le sue opere verso significati più unitari. Ora l’artista si interroga su ciò che ritiene la base della propria ricerca: la condizione umana e il presente come luogo della contemporaneità, dell’istante in cui la scena diventa opera d’arte, un presente difficilmente rappresentabile e caratterizzato da rapidi cambiamenti, in cui le sfaccettature della varietà umana e antropologica sono rese sempre più esplicite dall’espressione tecnologica.

Ne emerge finalmente la possibilità di esprimere tutte le molteplicità umane che sono state a lungo celate, nascoste dietro un’unica identità, più definita ma inevitabilmente parziale. La contemporaneità che nasce da questo cambiamento non è sintetizzabile nè circuibile: ne deriva che ogni opera non è più la semplice rappresentazione del presente ma una rappresentazione della soggettività. Di conseguenza la scelta dei soggetti è delineata dalla selezione – ottenuta tramite istinto, curiosità, scelte precedenti, personalità ecc – del flusso di informazioni che ci bombarda ogni giorno.

L’attimo di compartecipazione, di condivisione o di individuale interpretazione è il vero senso dell’opera.

Il processo è importante, non il risultato. Come avviene con la vita, il cui senso non esiste, o non ne esiste uno solo. Il senso della vita è la vita stessa.