Ipervanitas

MyOwnGallery Milano, Via Tortona 27 (7 marzo – 20 marzo 2013)

Preview per la stampa: mercoledì 6 marzo 201, ore 11.00 – 13.00
Inaugurazione: mercoledì 6 marzo 2013, ore 18.00

La vanità dell’esistenza si rivela nell’intera forma che l’esistenza assume: nell’infinitezza di spazio e tempo contrastato con la infinitezza dell’individuale in entrambe le dimensioni; nel presente effimero come unica forma nella quale l’attività esiste; nella contingenza e nella relatività di tutte le cose; nel continuo divenire senza mai essere; nel continuo desiderio senza soddisfazione; nella perpetua frustrazione del protendersi, elemento nel quale la vita consiste. Arthur Schopenhauer, Sulla vanità dell’esistenza

MyOwnGallery, in occasione di Affordable Art Fair 2013, presenta Ipervanitas l’ultima personale di Casagrande&Recalcati (Sandra Casagrande e Roberto Recalcati). Protetto dall’ambiguità del titolo, il percorso inedito degli artisti milanesi prende vita all’insegna del simbolico che investe il tempo nello spazio, sviluppando un’immortalità reale. Nelle nature morte di Casagrande&Recalcati l’iperbole della vanità si trasforma in natura compiacente, che concretizza il desiderio di ammirazione, di intima debolezza così come di ciò che è privo di fondamento, dell’infinito, diventando investigazione, domanda, complicazione. Ogni rappresentazione della realtà, nei lavori esposti, viene, infatti, mossa da un desiderio di dare persistenza all’effimero, di bloccare l’istantaneità e di condensare dentro di sé una sorta di profondità del tempo.

Dopo essere state selezionate da Dolce&Gabbana, Fendi Casa e Costa Crociere, per prestigiosi progetti di committenza, le nature morte di Casagrande&Recalcati, realizzate appositamente per questa personale, finalmente si mettono in mostra. In Ipervanitas, fiori umani e scheletri vegetali vengono raffigurati contro uno sfondo compatto, chiaro che corteggia ogni idea di profondità. I soggetti sono di grandezza superiore al reale, e realizzati da una grande maestria pittorica, che permette agli artisti, attraverso un uso sapiente del colore ad olio, stemperato da un numero infinito di velature, di offrire allo sguardo una visione più che mimetica, al di là della realtà stessa.

Ingrandire una parte della realtà, in Ipervanitas diventa costruirne una parallela, con colori e luce propri. Il processo pittorico, può essere accostato a quello dei grandi maestri del passato, così la stesura del colore per velature e l’attenzione all’equilibrio compositivo. Ma Casagrande&Recalcati non sono certo anacronisti, anzi la loro unicità risiede nell’aver attualizzato un genere pittorico antico. C’è, infatti, una luce totale, fredda e artificiale, che investe la composizione come un riflettore di scena, bloccando e congelando gli elementi presenti sulla tela. Non vi è traccia dell’antica rappresentazione della vanitas, anzi in un mondo attuale dove tutto scorre veloce, in questi quadri c’è un tentativo di cogliere ed eternizzare l’istante.

Avvalendosi di tecniche raffinate mutuate dagli antichi maestri, Casagrande&Recalcati portano fino all’estremo i principi della mimesis, nel folle tentativo di superare in perfezione ed armonia la stessa natura. I dipinti di Ipervanitas non creano semplicemente un’emulazione della pittura antica, ma ne danno alla luce una diretta discendente, figlia del mondo contemporaneo. Prova evidente ne è la luce, umbratile, così lontana dalle tremule fiammelle degli antichi, che inonda i soggetti senza pietà, svelandone ogni particolare. Qui elementi floreali e anatomici, adagiati contro uno sfondo neutro, escludono qualsiasi difetto, facendo concentrare lo sguardo del pubblico sul centro della composizione, occupata da elementi di incredibile ricercatezza.

Nelle loro tele, infatti, la luce si mette al servizio dell’oggetto e attraverso il riflesso diventa materia, diventa sostanza integrante di ciò che illumina. E’ la luce immanente, luce che sta dentro le cose, che proviene da esse. E’ la luce-materia che rimanda alle origini dell’arte italiana prospettica, a Piero della Francesca, ovvero al concetto neoplatonico di luce come emanazione, come contenuto della forma-idea, come fattore strutturale e decisivo dell’harmonia mundi. Nei dipinti non c’è vana nostalgia del tempo passato, c’è la consapevolezza che una figurazione fatta con luce e colori artificiali accentua in modo straordinariamente suggestivo la distanza fra ciò che si riproduce e ciò che nella tela viene riprodotto. La pittura diventa così il dominio dell’altro, regno contiguo a quello della natura in cui anche un fiore può assumere coscienza plastica.

Sandra Casagrande e Roberto Recalcati si laureano in Architettura – con una tesi su Baudelaire – al Politecnico di Milano, dove sono tuttora impegnati nel dibattito sulla conservazione dei beni culturali attraverso la didattica, con la pubblicazione di articoli e saggi e organizzando incontri e conferenze. Casagrande&Recalcati integrano pittura e architettura, come nell’Antico caffè delle logge di Prato, dove intervengono (2004) a completamento del lungo e complesso progetto di conservazione condotto da Marco Dezzi Bardeschi. Nel 2011 sono invitati a esporre come ospiti all’evento collaterale, Cracked Culture?/Eastern borders. The Quest for Identity in Contemporary Chinese Art (a cura di Gloria Vallese e Wang Lin), alla Biennale di Venezia, 54° Esposizione Internazionale d’Arte, Illuminazioni. Sempre nel 2011 partecipano a Open 14, Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni (a cura di Paolo De Grandis, Carlotta Scarpa e Gloria Vallese), Venezia Lido e Isola di San Servolo (parallelamente alla 68° Mostra del Cinema). Dal 2012 il Palazzo della Regione Lombardia espone in modo permanente Flowers 07 una grande tela installata nella hall del nucleo presidenziale all’interno del progetto “Le Colonne dell’Arte” curato da Piero Addis. Per Dolce & Gabbana, in collaborazione con Ferruccio Laviani, realizzano diversi progetti artistici nelle loro case di Portofino – un’antica torre di guardia restaurata da David Chipperfield – (2004/2005), Milano (2008/2009), Courmayeur (2009), e nel Dolce&Gabbana Uomo di Milano (2007).

Dal 2004 collaborano con Costa Crociere realizzando diversi cicli pittorici per le navi da crociera Costa Magica, a cura di Emanuela Venturini (2004), Costa Concordia (2006), Costa Serena (2007), Costa Luminosa (2009), Costa Pacifica (2009), Costa Deliziosa (2010), Costa Favolosa (2011) e Costa Fascinosa (2012). Sempre per Costa Crociere firmano i progetti di curatela artistica di Costa Luminosa (2009), Costa Deliziosa (2010) e di Costa Fascinosa (2012), instaurando un rapporto di stimolante collaborazione con artisti internazionali. Realizzano diversi dipinti per il lounge & bar C dream di Genova – progettato da Emanuela Venturini e Marcello Albini – dove organizzano la loro personale Il giardino del Centauro (2008) e curano la mostra Mai sedersi sugli allori di Carla Tolomeo (2009). Al Salone Internazionale del Mobile di Milano presentano – all’interno del Temporary Museum of New Design – Experience the Costa Word (2009), una sorta di wunderkammer del mare, e organizzano la conferenza Arte contemporanea a bordo delle navi.

Realizzano interventi pittorici per gli showroom Jackerson di Milano e Mosca (2007), per le esposizioni di Swarovski a Dubai e Bruxelles (2006), per la mostra Resin News 01 alla Triennale di Milano (2006), e Incontri con il colore – cromatismi d’autore, a “Abitare il tempo” a Verona (2006). Hanno collaborato con alcuni importanti brand del design italiano come Venini, Fendi Casa, Baxter e Italamp. Alcune loro opere fanno parte di prestigiose collezioni private.