“Terrain Vague” di Marco Grassi Pho da Avantgarden Gallery

In occasione della Milano Gallery Week end,Venerdì 11 Ottobre h19.00, Avantgarden Gallery presenta “Terrain Vague”, la mostra personale di Marco Grassi Pho.

L’artista si confronta con gli spazi della galleria, che in passato era il suo studio, per raccontare una storia: la sua e quella di un luogo ritrovato. Un racconto che parla di origini, di viaggi e di ritorni, alla ricerca dell’ineffabile, indagato attraverso la materia e le tracce del tempo.
Pho crea un’esperienza sensoriale più che una mostra, nel tentativo di analizzare  il caos della creazione e riportarvi l’armonia.

Un’ energia primitiva  spinge una forma misteriosa a riemergere dal pavimento. Il cemento e la polvere escono come  isole vulcaniche dalla profondità della terra, riportando tracce di un passato e resti di vita. Le superfici graffiate e i residui illuminati da una luce radente evocano uno scenario apocalittico, ma la dimensione è intima.

Alzando gli occhi sulla grande parete della galleria, scorrono lentissime le immagini di Ice Lake:  valanghe o ghiacciai si sciolgono disegnano suggestivi panorami artificiali.

Tutto intorno le sue grandi tele lavorate ad olio che sembrano emergere dal mare per raccontare di fondali rocciosi, dove le forme organiche di fossili e faglie si mescolano a frammenti di un’ architettura misteriosa.Come in un diorama dell’ idealismo romantico,in questi quadri della natura, si affrontano il senso del sublime e la consapevolezza dell’ artificio.

Infine la video installazione realizzata da Pho all’ interno del collettivo le Grand Verre con Manuel Muccio direttore della fotografia, sottolineata da sequenze musicali create da Nic Sarno, apre al metafisico.

Lo sguardo ritorna così al centro dello spazio, ad una roccia primordiale, con la sua superficie coperta da orme e rilievi, che ricorda i paesaggi della Bretagna, luogo elettivo di Pho.

Lo spettatore è messo di fronte alla presenza di un futuro post industriale disseminato di indizi e simboli capaci di dare un senso ai segni del tempo e a quelle impronte enigmatiche: deve cercare una via più intima e libera al tempo stesso, di per se’ effimera ma densa di significato.